Il cammino cristiano




Può esistere il Rock Cristiano ?

esortazione rivolta ai credenti - da uno scritto di R. Llewellyn



Questo saggio vuole spiegare quali sono i "filtri biblici" attraverso i quali qualsiasi musica deve passare prima di essere chiamata cristiana (Ef. 5:18,19; Col. 3:16). Stiamo parlando, ovviamente, della musica usata nell'adorazione del Signore, e non di tutta la musica.

a) I versi - I versi devono essere sufficientemente chiari, e devono essere coerenti con la rivelazione biblica; il testo deve essere incentrato sul Signore e deve incoraggiare l'ubbidienza pratica a Dio in ogni aspetto della nostra vita. La maggior parte della musica "cristiana" contemporanea può essere rigettata già sulla base dei soli testi. Infatti, anche quando questi sono chiari, la preminenza di dottrine false o la poco profonda visione della persona e l'opera di Gesù Cristo sono molto gravi.

b) L'arrangiamento - Per i nostri salmi gli arrangiamenti sono un ingrediente vitale. Eppure questa è l'area nella quale siamo di solito più ignoranti. Poiché nell'arrangiamento molta musica cristiana contemporanea - con i suoi tempi sincopati e con le sue note indistinte - è virtualmente indistinguibile da quella secolare, ci si deve domandare se la spiritualità viene erosa a scapito della carnalità. Ci si deve sempre chiedere, quando ci si accinge ad ascoltare musica cristiana: stimola la carne a dimenarsi o stimola lo spirito a lodare il Signore?

c) Il messaggio - Il messaggio di molta di quella che viene chiamata musica cristiana contemporanea può essere definito come irriverente, universalista, idealistico, superficialmente religioso, espressionistico, ostentato e in tanti altri modi. Qual è il carattere della musica a un moderno concerto "cristiano", dove qualunque messaggio venga presentato viene accompagnato da chitarre urlanti, bombe di fumo e una generale atmosfera di frivolezza?

L'articolo che segue fornisce degli utili spunti di riflessione sull'utilizzo della musica nell'adorazione.





La musica nella vita del credente e della chiesa

(alcune note tratte da uno scritto di Rosella Melodia)


La musica nella Bibbia

Da ogni eternità, la musica è servita ad esprimere la gioia e la gloria di Dio (Giobbe 38:4-7).

Il Nuovo Testamento inizia con un inno profetico, il Magnificat, con il quale Maria esalta il Signore per la sua grazia (Luca 1:46-55). Secondo i costumi ebraici un tale poema poteva essere solo cantato.

La nascita del Salvatore è stata annunciata da una grande corale, la più straordinaria che si sia mai sentita su questa terra: un coro di migliaia di angeli che intona il “Gloria”.

Quando Gesù crebbe, partecipò come tutti gli altri giudei ai canti dei salmi nelle sinagoghe, e nel Tempio.

Marco (14:26) ci precisa che dopo l’ultima cena consumata coi suoi discepoli, dopo aver cantato (i salmi) andarono al monte degli ulivi.

I primi cristiani hanno mantenuto la tradizione ebraica di cantare i salmi, al Tempio e in casa propria.

Paolo e Sila, nella situazione critica in cui si trovano quando sono in prigione, cantano a voce alta. “Or sulla mezzanotte Paolo e Sila, pregando, cantavano inni a Dio e i carcerati li ascoltavano.” (Atti 16:25)


Perché cantiamo in chiesa?

Perché cantiamo nelle nostre assemblee, prima, dopo o durante le riunioni?

Per abitudine, per obbligo, per rispettare la tradizione, per riempire dei tempi morti, per aspettare i ritardatari?

Non sono motivazioni valide.

Perché ci piace?

Neppure questa è una motivazione accettabile.

Cantiamo per dare gloria a Dio, perché gradisce le nostre lodi, e per le motivazioni viste prima, quindi facciamolo con gioia e serietà!

Se le parole di un cantico contengono un valido messaggio, varrebbe la pena di leggerle insieme.

Ogni modifica nell’ordine del culto o di altre riunioni, in vista di dare maggiore spazio alla musica, dovrebbe essere preceduto da una seria riflessione sul significato del culto, e un messaggio imperniato sul posto della musica nella Bibbia.


Salmi cantici e inni spirituali

“Siate riempiti di Spirito, parlandovi con salmi ed inni e cantici spirituali, cantando e salmeggiando col cuor vostro al Signore; rendendo del continuo grazie d’ogni cosa a DIO e Padre nel nome del Signor nostro Gesù Cristo sottoponendovi gli uni agli altri, nel timore di Cristo” (Ef. 5:18-21)

La pienezza dello Spirito ha per conseguenza: il canto, la lode, il rendimento di grazie, la sottomissione reciproca ed anche è cantando le lodi di Dio, ringraziandolo di ogni cosa, e sottomettendoci gli uni agli altri.


Diversità nei cantici

L’apostolo parla di salmi, inni e cantici spirituali. Attraverso questa enumerazione egli sottolinea l’importanza della diversità musicale.

Salmi: il grande vantaggio dei salmi, è di offrire un testo che sicuramente piace a Dio, poiché ispirato da Lui stesso.

Ai centocinquanta salmi, possiamo aggiungere altri testi poetici dispersi nei libri storici, o nell’Apocalisse.

Inni: in greco designavano dei poemi composti in omaggio alla divinità o a un eroe. Vi sono molti inni cristiani composti nel corso dei secoli, ricavati da brani biblici (Ef. 4:4-6; 5:14; 1 Tim. 1:17; 2:5; 2 Tim. 2:11-13; Ap. 4:11; 5:13; 7:12).

Cantici spirituali: erano improvvisazioni spontanee sia su testi biblici, sia su parole composte dal credente. Paolo aggiunge (Col. 3:16) "sotto l’ispirazione della grazia"; abbiamo perduto l’abitudine di cantare improvvisando, mentre i nostri fratelli africani lo fanno facilmente.


Evitare le false piste

Fare qualche cosa per la gloria di Dio, significa che desideriamo che riceva onore e lode tramite l’azione che abbiamo fatto.

Uno degli scopi di tutti gli artisti è quello di “farsi un nome”. Gesù direbbe: “che non sia così fra voi” (Mat. 20: 26).

In un culto centrato sulla lode e l’adorazione di DIO, si concepiscono male gli applausi ad un solista o un concertista.

La musica è offerta a Dio come le preghiere dei fedeli.

Per fare qualcosa alla gloria di Dio, non si può fare ciò che ci pare e poi dire che lo facciamo per Lui, ma dobbiamo esercitare discernimento e cercare nella Parola, facendoci condurre dallo Spirito Santo, per essere ed agire, davvero come vuole il nostro Signore, e non trovarci ad offrire “profumo straniero” (Es. 30:9) non gradito a Dio.

Fare musica alla gloria di Dio, significa forse che non dobbiamo provare alcun piacere? Noi mangiamo “per vivere”, certo, ma Dio non ci proibisce di godere dei nostri pasti! Altra cosa sarebbe “vivere per mangiare”, spendendo tutto il proprio tempo e denaro a variare i menù…

Quindi che significa per dei gruppi musicali cristiani, “suonare alla gloria di Dio?”. Il problema non è semplice. Al di sotto di un certo livello, non si sentono credibili davanti al mondo, ma al di sopra non c’è limite. Numerose esperienze hanno dimostrato che lo Spirito di Dio, agisce attraverso gli esecutori, con l’illuminare la loro personalità. Quindi riflettiamo bene prima di lasciarci travolgere dall’andazzo odierno. Tutto è permesso ma… non tutto è utile (1 Cor. 6:12; 10:23), cioè non tutto contribuisce al nostro progresso spirituale.

Non tutto edifica (1 Cor. 10:23) cioè non aiuta a costruire una personalità cristiana stabile ed equilibrata, e non serve a creare, tra i membri della Chiesa, una comunione di pensieri e sentimenti. "Non mi farò schiavo di niente" (1 Cor. 6:12): anche le cose migliori diventano pericolose, si rischia di perdere la propria libertà loro riguardo.


Nel nome del Signore Gesù

Fare una cosa nel nome di qualcuno è fare come egli avrebbe fatto.

Una musica fatta nel nome del Signore, col suo amore e la sua autorità, ci porterà il riflesso della sua personalità, la sua dolcezza, la sua verità, la sua purezza, il suo amore e il suo sdegno davanti al male.

Una tale musica avrà dei momenti di forte sonorità, ma non si compiacerà ad eccitare gli istinti, né a condizionare gli ascoltatori, non resterà disordinata, né caotica, né eccessiva, ritroverà sempre l’equilibrio che segna il trionfo di Dio su tutto ciò che è distruttivo e disarmonico.


Obiettivi che si raggiungono col canto

Il canto è un mezzo per unire un gruppo nell’adorazione, la preghiera e la lode.

Il canto insegna delle verità spirituali e le cala in profondità.

Dà a ciascuno la possibilità di esprimere le proprie attitudini interiori ed esperienze a volte meglio che con le parole.

Prepara all’ascolto di un messaggio.

Aiuta a ricordare il messaggio appena udito ed ha tenerlo nel cuore.

A volte proprio durante il canto si prendono decisioni importanti, che il messaggio aveva suscitato.

Se le parole del canto sono tratte da un salmo o da un brano biblico, ci aiuta a memorizzare la Parola di Dio.


Non profanare i cantici

Vi sono diversi modi di profanare i cantici: cantandoli come dei canti profani (per il desiderio di cantare, per passare il tempo senza pensare alle parole) chiacchierando coi vicini mentre gli altri cantano.

Oseremmo farlo durante le preghiere? La maggioranza dei cantici sono in effetti delle preghiere cantate!

Per abitudine le parole perdono poco a poco il loro significato. Bisogna prendere il coraggio di meditare il testo in silenzio.


La scelta dei cantici

Il testo è al primo posto, nell’importanza per la scelta di un buon cantico.

È bene raggrupparli come canti di lode, consacrazione, conforto, preghiera, appello, testimonianza.

La melodia è al secondo posto nell’importanza, ma non è secondaria.

Il responsabile deve assomigliare a quel capo di casa che “sa prendere dalle sue riserve, cose antiche e cose nuove”. (Mat. 13:52)


"Lodate il Signore, perché è cosa buona salmeggiare al nostro Dio; perché è cosa dolce e la lode si addice a Lui." (Salmo 147:1)



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