Il cammino cristiano




L'Ontopsicologia

 

ROMA - "Santità, levi la sua voce". Viene da molto lontano questa donna anziana e stremata che implora il Pontefice; da una vita "vissuta cristianamente" con il marito e l'unica figlia "seria, brava e sensibile"; buone letture, molti viaggi e molti amici accompagnano questa ragazza romana di trent'anni, che chiameremo Bianca, alle soglie della maturità. Ma altri passi la affiancano nell'ombra, altre voci pronte a disvelarle, come a un'eletta, un altro mondo colmo di dolcezze; un'altra famiglia senza conflitti, un'altra vita affidata con devozione a un uomo-guida. O al demonio, come dice la madre di Bianca. "Mia figlia è scivolata via quasi impercettibilmente; aveva trovato un lavoro in Toscana, poi in Umbria. Cominciò a raccontarci piccole, sciocche bugie. Frequento un ragazzo, vado via con lui per il fine settimana, diceva. Invece la setta, che l'aveva avvicinata attraverso una psicologa, già la corteggiava. Bianca, che era sempre stata disinteressata al denaro, ha cominciato a chiedere, a insistere, si informava sul patrimonio di famiglia, si è perfino travestita per avvicinare uno dei nostri contadini ed avere notizie sui nostri terreni.

A Natale accettava soltanto gioielli senza nemmeno scartare gli altri regali". La madre di Bianca non sa quando esattamente sua figlia è diventata "un'altra persona", quando il sole simbolo della setta cha fa riferimento a riti magici brasiliani l'ha infine accecata.

"Forse quando ci ha costretti a conoscere "il professore", così si fa chiamare il capo della congrega, portando me e suo padre già ammalato in un paesino diroccato del centro Italia. Prima siamo stati blanditi., invitati a comprare una porzione di quei ruderi infestati di topi ad un prezzo esorbitante; a trasferirci in quel luogo malefico. La nostra fredda reazione ha segnato la fine; mia figlia, che per quest'uomo dimostrava un timore reverenziale, si è vergognata di noi, ci ha maltrattati ed è sparita dalla nostra vita in nome del "percorso" non meglio precisato che a suo dire aveva intrapreso. Mio marito, con il cuore già malandato, le ha inviato il suo testamento spirituale, una lettera limpida e tenera di amore e di addio, senza giudizi e senza ricatti. Lei l'ha stracciata. Al telefono ha implorato di poterla abbracciare l'ultima volta e lei ha replicato: vengo soltanto se mi dai subito l'eredità che mi spetta, come dice anche la Bibbia. Lui non poteva far altro che morire".

La storia di Bianca e di sua madre è costellata di incontri sempre vigilati dal "professore".

Quest'uomo abominevole è sommerso di denunce per reati contro la persona e possesso di armi e stupefacenti ed è anche rimasto invischiato nella morte misteriosa di una sua adepta.

Quest'uomo impunito, che si vanta di essere stato un sacerdote per vent'anni, soffiava sul fuoco, mi derideva, regnava e regna sulla volontà di mia figlia ormai stravolta dall'odio, irraggiungibile.

Il dolore mi ha spinto a contattare altri genitori di ragazzi attratti nella setta. Tutti noi siamo disperati e disarmati, umiliati dall'indifferenza che circonda la sorte dei nostri figli, ridotti a poveri involucri vuoti, scaraventati nella tomba dei vivi".

La madre di Bianca ha supplicato il vescovo della città dove la setta è più presente di intervenire con tutta la sua autorità; "ma lui si è lavato le mani dell'intera vicenda. Il Parroco del paesino dove si è stabilita la setta mi ha detto di aver avuto due infarti, di non poter più sopportare emozioni e fatiche. Mi sono gettata in lacrime, inutilmente, ai piedi degli esorcisti. I miei fratelli mi dicono di dimenticare mia figlia, come se fosse morta, ma io non lo farò. L'ultima volta che si è presentata a casa era accompagnata da un avvocato, ed ha nuovamente reclamato denaro. Durante l'ultima telefonata mi ha urlato: ti trascinerò in tribunale. L'ultima cosa che mi è rimasta di lei è un vaso di crisantemi gialli".

(articolo tratto da: Il Messaggero, 26 febbraio 1997)

 

L'ONTOPSICOLOGIA

Nel 1978, nasce una nuova, ambigua ideologia filosofico-artistica-psicologica denominata Ontopsicologia, che si propone come obiettivo "la ricerca scientifica sull'attività psichica umana".

Il fondatore del gruppo, Antonio Meneghetti, viene descritto in un documento del Dipartimento di Polizia di Prevenzione del Ministero dell'Interno come "un pluripregiudicato, ex frate francescano, coniugato con una ex religiosa, anch'essa pluripregiudicata, soprannominato "Il Professore" perché laureato in sociologia, teologia e filosofia. Lo stesso dichiara di aver fondato l'"ontopsicologia", una sorta di psicoterapia non riconosciuta dalla scienza ufficiale, basata su intuizioni psicoanalitiche freudiane unite alla razionalità di sintesi e di analisi del filosofo della scienza Werner Heisemberg e dello studioso di logica matematica Kurt Godel [...] Secondo alcune segnalazioni, nei corsi tenuti dal sodalizio verrebbero attuate metodologie dirette a modificare il carattere e la personalità dell'adepto, al punto di ottenere il totale condizionamento e devozione nei confronti del fondatore".

Il gruppo è stato infatti indagato dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza italiano (quindi con un grosso contributo da parte dei servizi segreti SISDE, affiancati dai rapporti delle varie procure), dal quale è emerso anche un rapporto, che mette in guardia la società contro gli interessi privati che in realtà il gruppo sembra perseguire.

Nel corso degli anni, l'Ontopsicologia si è nascosta dietro a tutta una serie di titoli e denominazioni che ha assunto di volta in volta: Melolistica, Psicotea, Cenacolo, Residence ontopsicologico, AIMO (Associazione italiana melolistica ontopsicologica), psicoterapia ontopsicologica, ASIOA, Ontoarte, Leaderistica, Cinelogia, Immagogia, Infowoman, Iso ontista, Ontogiornalismo, Summer University International, Psicologica Editrice, Tecnopras, Ars Lucis, Ontolizori...

L'organizzazione si è espansa rapidamente cercando consensi principalmente nel mondo della psicologia e dei suoi metodi diagnostici e terapeutici. Ha aperto sedi a Milano, Bologna, Trieste, Latina, Napoli, Torino e diverse altre località italiane, per poi muovere i propri orizzonti anche all'estero (Brasile, Cina, Ucraina, Siberia, Uruguay, Perù, Lettonia, ex Iugoslavia).

Giornali e televisioni (come la trasmissione "Chi l'ha visto?" di RAI3) si sono occupati di persone scomparse all'interno del gruppo di ontopsicologi. Vi sono genitori che da anni non hanno più nessun contatto con i propri figli ontopsicologizzati e che sono ridotti ormai in miseria dopo l'entrata dei figli o dei parenti in questa sedicente associazione scientifica.

Pur non perseguendo ufficialmente ideali parareligiosi, tale gruppo può dunque essere a ragione definito una setta. Lo studioso Jan Groenveld ha affermato: "Un gruppo non deve essere necessariamente religioso per tenere un comportamento da culto settario. I gruppi con obblighi pressanti possono essere commerciali, politici o psicologici. Siatene consapevoli, in modo particolare se siete persone idealistiche, brillanti e intelligenti. Le persone che più probabilmente cadranno in questo tipo di sistemi comportamentali sono quelle che dicono - non mi succederà mai, non a me, sono troppo intelligente per questo tipo di cose".

Inoltre, a parte la pretesa di Meneghetti di "essere Dio" (cfr. "Ontopsicologia Clinica" di Meneghetti, pag. 161, ediz. 1968), è emblematico il seguente passaggio di carattere luciferino tratto dal suo scritto "Onto Arte":

"La preoccupazione che hanno certe persone di salvare l'individualità, se capissero il mio discorso si renderebbero conto che io cerco di porre l'uomo in una posizione tale da non avere la necessità di salvarsi, gli offro il piedistallo della divinità, della iperliberazione. Quando dico che la individuazione è in grado di provocare l'infinito, di far strutturare una forma e che ne esiste soltanto uno a secondo dello spostamento esigenziale dell'individuo, ciò equivale a dire che l'uomo è in grado di cambiare Dio" (Ibid, pag. 14-15).



Breve riassunto per capire chi sono e cosa fanno gli Ontopsicologi

(© Joseph Inca - tratto dal sito di A. Guidi dedicato allo studio delle sette)


Nel 1936 nasce in Italia, ad Avezzano (AQ), Tonino Meneghetti, che già in giovane età entra nei frati francescani e riceve l'ordinazione presbiterale. 
Dopo essere stato mandato come viceparroco in una parrocchia del ternano si invaghisce di Loretta Lorenzini, esce dal ministero sacerdotale, si sposa e comincia insieme a lei a fondare quelle che saranno le basi della sua presunta rivelazione scientifica: l'ontopsicologia (non senza però lasciare il "segno" della sua uscita dalla chiesa cattolica, facendosi denunciare per furto di opere d'arte dalla propria chiesa).

La prima scuola ufficiale della disciplina ontopsicologica viene fondata nel 1972, ma solo sei anni dopo si costituisce l'Associazione Italiana di Ontopsicologia. 
Il vero scopo dell'Associazione non è facilmente ravvisabile dagli scritti del fondatore, che sono innumerevoli, e neanche degli obiettivi che si prefiggono dal deposito in Camera di Commercio dei propri intendimenti legali e del proprio statuto, che risultano fumosi e vaghi. 
Anche il tentativo di comprendere, dai siti Internet o dalle pubblicazioni ontopsicologiche, cosa si propone l'associazione è del tutto inutile, perché cambia parole e intenti ogni brevissimo lasso di tempo. 

Difatto però gli ontopsicologi si presentano come scuola alternativa di psicologia, in campo olistico e cercano di raccogliere consensi ovunque si presenti la possibilità di riceverne, soprattutto presentandosi con credenziali che sono risultate perlopiù palesemente false. 

Meneghetti si occupa di tutto: dalla psicologia, alla filosofia, dalla teologia alla epistemologia, dalla cucina alla pittura, dalla musica all'architettura, dalla moda alla scrittura, dalla formazione leaderistica alla tappezzeria e molto altro e si definisce (e pretende di essere definito) sempre e immancabilmente un grande genio, anzi l'unico genio vivente del nostro pianeta. 

Fonda anche una casa editrice, la Ontopsicologica che però, dopo alcuni problemi, cambia il nome in un più anonimo Psicologica Editrice che stampa pressoché esclusivamente i libri scritti da Tonino e li ripropone in diverse lingue. 
Il gruppo prende residenza in un antico borgo umbro: Pissignano di Campello sul Clitunno (PG) che restaura per intero e in esso forma la prima comunità residenziale ontopsicologica. Oltre a Campello però l'ontopsicologia apre sedi in varie nazioni (alcune dei tentativi falliscono) come il Brasile, la Russia, la Slovenia, l'Uruguay, la Cina e la Grecia e in varie città italiane fra cui spiccano Milano, Roma e Bologna; svolge proselitismo soprattutto attraverso l'infaticabile opera degli adepti disposti ad andare sul lastrico pur di mantenere vivo il mito del grande scienziato Meneghetti e l'alto tenore di vita della di lui moglie Loretta Lorenzini; e si finanzia promuovendo residence psicologici o di formazione, "specialissime" consulenze psicologiche, vendita di libri e di opere d'ontoarte, mostre e convegni costosissimi. 
Inoltre gli adepti sono perlopiù costretti ad abbandonare ogni legame familiare (genitori, parenti, coniugi, figli, amici) e a dipendere esclusivamente dalla setta per raggiungere la propria emancipazione totale; sono indotti a pensare ai propri legami affettivi come a vampiri di energia vitale dai quali liberarsi e nell'ideologia che viene loro propinata si mischiano concetti biblici, con quelli ufologici, psicologici o occultistici con grande abilità e senza il minimo discernimento. 
Tutte le entrate finanziarie e i beni dell'adepto sono fagocitati all'interno dell'organizzazione e coloro che intendono con il tempo uscire dalla setta vengono minacciati e ricattati e vivono nel terrore di ritorsioni. 
Alcune persone vissute per anni all'interno della setta sono state ricoverate in case di cura psichiatrica e qualcuno ci ha rimesso la vita nell'affidarsi ostinatamente e fideisticamente alle cure "olistiche" e fantasiose dello scienziato Meneghetti e di sua moglie Lorenzini. 

Molte volte Meneghetti viene denunciato per vari reati ma riesce a farla franca attraverso vari cavilli legali. Nel 1981 il giornale "Paese sera" pubblica una sostanziosa inchiesta su Meneghetti ed alcuni adepti, a seguito di varie denunce e appelli di genitori disperati per la scomparsa, all'interno del gruppo, dei propri congiunti. L'inchiesta porta all'arresto di Meneghetti, sua moglie Loretta e altri capi della setta, ma un mese dopo vengono scarcerati. 

L'associazione prende nuovo vigore e la sua espansione sembra quasi inarrestabile, poiché nessuno si prende la briga o ha le possibilità effettive, di condurre indagini sulle sedicenti attività o precedenti penali dei capi della setta.

Nell'ottobre 1991 la setta torna agli onori della cronaca allorché Meneghetti viene accusato (e poi condannato) dell'uccisione di una sua adepta, Marina Furlan, nel mare sardo. Molte altre accuse vengono presentate in altre procure italiane ma sempre si riesce a far archiviare le pratiche senza dare loro la giusta attenzione e soprattutto perché molte persone sono terrorizzate alla sola idea di testimoniare. Nel 1998 il Ministero dell'Interno - Polizia di prevenzione - include l'ontopsicologia nelle sette pericolose del nostro Paese, attraverso un Rapporto che rende pubblico. La setta contrattacca sempre nello stesso modo: denunciando immediatamente tutti coloro che nominano l'associazione senza farne parte, in modo da creare un alone di paura in tutti coloro che non vogliono guai giudiziari per così poco. 

In Brasile l'ontopsicologia è considerata come vera e propria setta e viene messa al bando dalle discipline psicologiche ufficiali: chiunque si ammanta del titolo di ontopsicologo viene ritenuto contrario alla deontologia professionale. Contemporaneamente vengono aperti nel Paese sudamericano diversi procedimenti giudiziari contro l'organizzazione. 

La setta tuttora apre e chiude sedi con una facilità impressionante e cambia nomi, teorie e propositi spessissimo, nel tentativo di sfuggire al controllo e alla verifica degli Organismi competenti e dei critici ad essa.


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