Il cammino cristiano




Che deve fare un cristiano malato?

il credente di fronte alla malattia, come pregare per la guarigione

tratto dal sito Gesù è la Risposta

 

Tanti credenti desiderano essere fedeli a Cristo e all'Evangelo, tuttavia sono spesso combattuti dalle opinioni diverse di coloro che li circondano.

Il pericolo maggiore è quello di farci prendere dal panico. La paura fa cadere in gravi errori di valutazione e ci spinge a seguire estremismi pericolosi.

Il primo è quello di porre unicamente e totalmente la propria fiducia nelle cure mediche.
È bene chiarire immediatamente che il cristiano non disprezza né disconosce le possibilità di curare le malattie. L'attività generosa e appassionata di migliaia e migliaia di scienziati, cercatori, medici e del personale paramedico non può essere né dimenticata né sottovalutata.
La scienza con le sue ricerche e scoperte permette all'organismo di unire le difese e la capacità di riabilitazione di cui Dio stesso lo ha dotato perché riacquisti quell'equilibro necessario alla propria salute. Ambroise Paré (1517-1590), notissimo medico francese, considerato uno dei precursori della chirurgia moderna, affermava: "Io ho curato, Dio ha guarito".

Tuttavia il cristiano non deve dimenticare che Dio è "l'Eterno che guarisce". Prima di ogni cosa, quindi, deve porre la propria fiducia nel Signore che ha la potenza di guarire secondo il Suo piano per ciascuno.

Nell'Antico Testamento abbiamo un avvertimento significativo nel caso di Asa, re di Giuda: "Ebbe una malattia ai piedi, la malattia fu gravissima, e nondimeno, nella sua malattia non ricorse all'Eterno, ma ai medici" (2 Cronache 16:12).
Il testo è molto preciso: il suo peccato fu quello di totale sfiducia verso Dio perché pose la sua completa fiducia nei medici, i quali, all'epoca usavano più riti magici da guaritori che cure su basi scientifiche. Un altro re d'Israele, Achazia, avuto un grave incidente, spedì dei messi dicendo: "Andate a consultare Baalzebub, dio di Ekron, per sapere se mi riavrò di questa malattia" (2 Re 1:2), e Dio gli mandò il profeta Elia ad annunciargli che sarebbe morto in conseguenza di questa sua completa sfiducia verso l'Eterno.

Il vero cristiano non può e non deve dimenticare Dio e credere che la scienza possa fare tutto.


L'AUTO-ESAME

Quando il credente è malato deve prima di tutto porre la propria fiducia nel Signore poi esaminare se stesso. La parola della Scrittura: "...se egli ha commesso dei peccati, gli saranno rimessi" (Giacomo 5:15) presuppone un autoesame. Talvolta, siamo tanto occupati da non avere tempo di pensare alla nostra vita spirituale, ed allora il Signore permette che siamo provati per richiamare la nostra attenzione sullo stato dell'anima nostra.

"Iddio parla, bensì, una volta ed anche due, ma l'uomo non ci bada ... per distogliere l'uomo dal suo modo di agire e tener lungi da lui la superbia. L'uomo è anche ammonito sul suo letto, dal dolore..." (Giobbe 33:14,17,19).

"Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore, non ti ripugni la sua riprensione; perché il Signore riprende colui che egli ama, come un padre il figlio che gradisce" (Proverbi 3).

Dopo l'auto-esame il cristiano potrà attuare l'ordine della Parola di Dio:

"C'è qualcuno fra voi infermo? Chiami gli anziani della chiesa, e preghino essi su lui, ungendolo d'olio nel nome del Signore; e la preghiera della fede salverà il malato, e il Signore lo ristabilirà; e se egli ha commesso dei peccati gli saranno rimessi" (Giacomo 5:14,15).

L'auto-esame è importante, ma non si pensi che la malattia è necessariamente conseguenza diretta del peccato.


L'ATTESA DELLA RISPOSTA

Dio è Sovrano, ha la potenza di guarire all'istante, gradatamente, oppure può attuare qualche altro Suo programma. Il cristiano deve saper attendere la risposta divina che spesso si manifesta con la guarigione istantanea o progressiva, ma qualche volta con l'azione di un piano tanto diverso da quello che l'individuo ha stabilito.

Certamente Dio risponde sempre alle preghiere fatte con fede: "Questa è la confidanza che abbiamo in Lui: che se domandiamo qualcosa secondo la sua volontà, Egli ci esaudisce" (1 Giovanni 5:14).

Talvolta chiediamo qualcosa che non corrisponde alla volontà di Dio per noi e allora la risposta sarà diversa da quella che noi prevediamo. Che fare?

L'apostolo Paolo a riguardo della sua infermità affermava: "Tre volte ho pregato il Signore perché l'allontanasse da me; ed Egli mi ha detto: la mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza" (2 Corinzi 12:8,9).

La risposta del Signore può essere anche no, e allora dinanzi al diniego divino il credente si rimette a Dio e alla Sua volontà sovrana, riconoscendone la sapienza perfetta. In questo caso subirà infermità e sofferenze "sapendo che l'afflizione produce pazienza, la pazienza esperienza, e l'esperienza speranza" (Romani 5:3,4).

Dopo aver riposto la fiducia nel Signore, aver ubbidito alla Parola di Dio ed aver atteso la risposta, se il Signore ci fa comprendere che il Suo piano è quello di dover sopportare una prova perché questa è la Sua volontà per noi, nulla vieta l'ausilio di medicamenti o l'intervento medico per lenire dolori e sofferenze, ricordando che Dio stesso ha dato sapienza e intelligenza all'uomo per risolvere il grave problema del dolore fisico e delle infermità.

L'apostolo Paolo, avuta quella chiara risposta dal Signore, che la sofferenza fisica non gli sarebbe stata evitata, aveva tra i suoi assistenti Luca "il medico diletto", il quale certamente quando "la spina nella carne" diveniva più dolorosa gli avrà somministrato qualche calmante, e restò con così fino alla fine; infatti, nella sua ultima lettera scritta dal carcere Mamertino di Roma, afferma: "Luca solo è con me" (2 Timoteo 4:10).

Come è stato già detto, l'apostolo non rifiutava l'uso di palliativi e consigliava Timoteo a prendere "un poco di vino a motivo del tuo stomaco e le tue frequenti infermità" (1 Timoteo 5:23).

Queste considerazioni, però, pur avendo lo scopo di trattare obiettivamente un argomento che ci riguarda molto da vicino, non evidenziano soltanto le eccezioni, ma si prefiggono piuttosto di suggerire un metodo biblico equilibrato ed evangelico che possa incoraggiare ogni vero cristiano a porre la propria fiducia in Colui che ancora ripete:

"Io sono l'Eterno che ti guarisce" (Esodo 15:26).



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